CONTRIBUTO
DELLA DIAGNOSTICA ELETTROFISIOLOGICA ALLA INDICAZIONE DI INTERVENTO
CHIRURGICO NEI PAZIENTI CON MIDOLLO ANCORATO.
Autori:
Vidmer Scaioli, Renata Bono.
Istituto Nazionale Neurologico C Besta
Via Celoria 11 20133 Milano
Come
è ben noto ai genitori dei bimbi affetti dalla sindrome del midollo
ancorato nelle sue varie espressioni clinico-patologiche, l'iter
diagnostico strumentale è sovente lungo, faticoso, snervante,
ed alla lunga mette a dura prova le resistenze psicologiche sia
dei familiari che, in particolare, dei pazienti. Si tratta infatti,
una volta sospettata od accertata la presenza di una sindrome
disrafica, di attivare tutta una serie di procedure diagnostiche
per formulare una diagnosi corretta, ma anche, e soprattutto,
successivamente identificare il momento migliore per un possibile
intervento chirurgico, il quale, come e' peraltro noto, non e'
sempre esente da possibili complicanze. Escluse le situazioni
clinicamente ovvie, come le sindromi diagnosticate alla nascita
o addirittura durante la gravidanza, che per necessita' richiedono
un approccio chirurigico immediato, per le situazioni clinicamente
meno rilevanti, definite come asintomatiche o paucisintomatiche,
inizia quello che a volte si configura come un vero e proprio
calvario, cioè quello del follow-up clinico-strumentale. Per illustrare
meglio di ciò di cui andremo brevemente a parlare, possiamo classificare
le metodiche diagnostiche in morfologiche, dinamiche o funzionali,
ed elettrofisiologiche, come riassunto in tabella:
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Tabella
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TIPO
ESAME
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MORFOLOGICHE
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FUNZIONALI
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ELETTROFISIOLOGICHE
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TC
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URODINAMICHE
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EMG
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MRI
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MANOMETRICHE
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VELOCITA'
CONDUZIONE
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ECOGRAFIA
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POTENZIALI
EVOCATI
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Le
metodiche diagnostiche elettrofisiologiche sono generalmente
non invasive, o relativamente poco invasive, sia pure non sempre
esenti da momenti fastidiosi o propriamente dolorosi, e possono
essere distinte in :
1-metodiche di elettromiografia,
2- metodiche di velocita' di conduzione e reflessologiche
3-metodiche dei cosidetti potenziali evocati.
Le
metodiche del primo e secondo tipo vengono in genere eseguite
nella stessa seduta, mentre per quelle dei potenziali evocati
viene prevista una seduta apposita, per mettere il paziente
nelle migliori condizioni ambientali necessari per ottenere
una qualita' di registrazione la migliore possibile.
Come premessa comune, possiamo definire questo gruppo di metodiche
come quelle che ci consentono di estrapolare delle informazioni
cliniche significative sullo stato funzionale dei tessuti nervosi
e muscolare basate sulla qualita' dei segnali elettrici che
vengono generati dagli nervi, muscoli e midollo spinale in particolari
situazioni controllate dall'operatore.
Queste stesse metodiche, con opportune modifiche, possono essere
eseguite anche durante gli interventi per salvaguardare le strutture
nervose da possibili, accidentali, manipolazioni chirurigiche
sui tronchi nervosi e midollo spinale.
Metodiche
elettromiografiche
Le metodiche elettromiografiche prevedono la registrazione dei
potenziali elettrici generati dalla fibra muscolare e vengono
effettuate mediante infissione nel muscolo di cosidetti aghi-elettrodo.
Si tratta di sonde che registrano il segnale elettrico che viene
succesivamente amplificato e rappresentato su un oscilloscopio.
Si tratta di una procedura generalmente fastidiosa, a tratti
dolorosa, ma per fortuna la durata della valutazione e' limitata
ad alcuni minuti.
La
figura sopra illustra la procedura. In alto a sinistra
e' rappresentato l'ago inserito all'interno del muscolo; in
basso al centro sono rappresentati due segmenti di midollo spinale
ed in alto a destra un porzione di emisfero cerebrale, luogo
da dove vengono impartiti comandi che discendo lungo il midollo
spinale ed attraverso le fibre nervose raggiungono il muscolo.
In basso sulla sinistra sono rappresentate le varie sequenze
della procedura elettromiografica.
Nella
figura sopra sono illustrati i tipi di segnali elettrici
generati dal muscolo; l'asse orizzontale rappresenta la base
dei tempi, mentre l'asse verticale rappresenta il gradiente
di voltaggio elettrico, espresso in millivolt. Sulla sinistra
abbiamo poche deflessioni, quando il paziente esegue uno sforzo
minimo, mentre sulla destra si possono osservare numerose deflessioni,
ottenibili quando il paziente eseguie uno sforzo piu' sostenuto.
Sulla base di queste, come di altre caratterristiche elettriche,
vengono successivamente emesse le considerazioni elettrofisiologiche
sullo stato anatomo-funzionale del muscolo.
Metodiche
di velocita' di conduzione
Le metodiche di conduzione sono quelle che permettono di determinare,
in maniera abbastanza rigorosa, la velocita' di conduzione delle
fibre nervose. Queste ultime conducono gli impulsi nervosi lungo
i tronchi nervosi; questi a loro volta possono essere generati
a livello del sistema nervoso centrale per gli impulsi efferenti
che producono un effetto muscolare, oppure sono generati nelle
terminazioni nervose a livello della cute o degli organi interni
e trasmettono i segnali dalla periferia al sistema nervoso centrale.
La misurazione della velocita' di conduzione viene fatto applicando
degli stimoli elettrici lungo e nervi e registrando le risposte
con altri elettrodi a certa distanza. La figura sotto rappresenta
schematicamente la procedura.

Lo stimolo
elettrico viene applicato al polso (S) e la registrazione viene
effettuata dalla muscolatura della mano. La risposta viene rappresentata
su un oscilloscopio (parte in alto della figura) e si misura il
tempo. Applicando la semplice formula di spazio/tempo si ottiene
la velocita' di conduzione.
La figura sotto illustra come praticamente viene condotta
la procedura.

Come si
puo' vedere, l'operatore (mano in alto sulla destra) impugna la
sonda di stimolazione (simile ad una presa di corrente), mentre
sulla mano del paziente sono applicati gli elettrodi di registrazione;
quelli a forma di placchetta metallica applicati sul pollice registrano
le fibre di moto, mentre quelle ad anello applicate intorno all'indice
registrano i potenziali sensitivi.
Metodiche dei potenziali evocati.
La metodica dei potenziali evocati e' per certi aspetti molto simile
alla tecnica di misurazione della conduzione nervosa, ma se ne differenzia
per alcune caratteristiche. In particolare i segnali registrabili
sono di voltaggio molto piu' piccolo e per essere analizzati richiedono
una complessa procedura di acquisizione e filtraggio. Inoltre risentono
di interferenze ambientali o prodotte dal paziente, come movimenti
o tensioni e contrazioni muscolari. Con le opportune precauzioni,
questi tipo di potenziali possono essere registrati anche in bambini
molto piccoli o fin dalla nascita. In base al tipo di segnale che
si desidera analizzare, i potenziali evocati sono distinti in visivi,
acustici e somatosensoriali. I primi permottono di misurare la qualita'
dei segnali generati dal sistema nervoso quando viene applicato
uno stimolo luminoso con determinate caratteristiche fisiche; i
segnali elettrici generati nella retina sono successivamente trasmessi
al cervello. I secondi vengono utilizzati per studiare le cartteristiche
della conduzione acustica quando di applica all'orecchio un determinato
suono, mentre quelli somatosensoriali (S.E.P.) permettono di misurare
i tempi di propagazione degli impulsi elettrici applicati ai nervi
periferici e che raggiungono il sistema nervoso centrale. Questi
ultimi sono quelli particolarmente studiati nelle sindromi da midollo
ancorato. Come gia' accennato questi tipi di potenziali evocati
possono essere effettuati anche in bambini molto piccoli.
La figura sotto illustra brevemente come viene effettuata
questo tipo di registrazione in un bambino piccolo. Il bimbo viene
coricato bocconi (se necessario viene effettuata una blanda sedazione);
vengono applicati gli elettrodi registranti, costituiti da placchette
adesive (bottoncini neri nella figura) e viene applicato uno stimolo
elettrico di bassa intensita' alla caviglia. Sulla sinistra sono
rappresentate le tracce che si ottengono in un bimbo normale.
La procedura
ha una durata variabile di circa 30-50 minuti ed e' totalmente innocua.
Si effettua la stimolazione prima da un arto e successivamente dell'altro;
raramente si applica una stimolo simultaneo ad entrambi gli arti
inferiori.
La figura sotto illustra la procedura di registrazione in
un bimbo piu' grandicello. La procedura e' essenzialmente simile;
l'unica differenza importante e' rappresentata dal fatto che il
paziente giace supino ed il piu' delle volte non e' necessaria alcuna
sedazione. Solo raramente, se il paziente e' particolarmente teso,
viene, su richiesta, effettuata una sedazione. Molti pazienti riescono
perfino a dormire durante l'esame e questo in genere agevola molto
la riuscita tecnica dell'esame.
Una volta
terminata la registrazione i pazienti possono riprendere a svolgere
qualunque attivita'. Ovviamente, in caso di tethered cord le risposte
subiscono delle alterazioni e queste sono di vario grado in funzione
della gravita' dell'ancoraggio. Le risposte piu' periferiche (la
prima traccia in basso nella figura sopra) sono in genere conservate,
mentre le risposte che originano dalle radici nervose e dal midollo
spinale (tracce medie nella figura sopra) sono il piu' delle volte
compromesse nelle sindromi da midollo ancorato. Nelle forme piu'
gravi le risposte registrate in corteccia (traccia in alto nella
figura sopra) possono risultare estinte. Dalla combinazione della
valutazione clinica, della elettromiografia e dei potenziali evocati,
congiuntamente alle informazioni desumibili dalla neuroradiologia
e dalle procedure urodinamiche, viene elaborata una sintesi circa
l'opportunita' o meno di procedere all'intervento chirurgico.
Questi esami sono anche generalmente eseguiti prima dell'intervento
chirurgici per verificare la buona riuscita dell'intervento stesso,
come illustrato nella figura sopra.
Nella parte sinistra e' riportata la registrazione preoperatoria;
in circoletto e' evidenziata la assenza della risposta lombare.
Questa, dopo l'intervento e' ben evidente e testimonia della buona
riuscita dell'intervento stesso.
Caso
clinico. Prima di concludere presentiamo un esempio di recente
osservazione presso il nostro Istituto e la relativa registrazione
dei potenziali evocati. Si tratta di un bimbo di eta' scolare,
operato 2 anni prima di spina bifida occulta. Dopo l'intervento
erano ancora presenti un residuo del lipoma ed ancoraggio midollare.
Dopo un certo peggioramento l'anno successivo, il paziente si
presentava apparentemente stabile. L'esame elettromiografico documentava
una sofferenza muscolare neurogena di moderata entita'. I precedenti
SEP mostravano un deterioramento delle risposte spinali e corticale,
ma non l'estinzione delle risposte. La registrazione attuale e'
illustrata nella figura sotto. In alto la risposta periferica,
normale, al centro le due risposte spinali bassa e media, parzialmente
deteriorate, ed in basso la risposta corticale, lievemente alterata,
suggerendo una modesta sofferenza midollare. Il risultato dell'esame
era tuttavia sovrapponibile al precedente e non documentava alcun
ulteriore peggioramento. Veniva pertanto deciso di seguire il
bimbo ed eventualmente rivederlo a distnza di tempo.
Per
riassumere e concludere, la valutazione clinica-funzionale dei
pazienti affetti da midollo ancorato e' complessa e richiede il
supporto di varie specialita'; molto dipende dall'eta' nella quale
l'affezione si manifesta clinicamente e dalla intensita' dei sintomi
stessi, e pertanto puo' essere abbastanza difficoltoso definire
una strategia diagnostica unitaria valida ed applicabile a tutti
i pazienti indistintamente. Ovviamente anche la condizione anatomica
del midollo condiziona la gestione del paziente, in quanto i rischi
di danno chirurgico potrebbero scoraggiare un intervento se la sintomatologia
del paziente e' modesta e stabilizzata.
Tra le metodiche che il clinico neuropediatra utilizza per la valutazione
dei pazienti possiomo senz'altro considerare quelle urologiche e
neurofisiologiche, tanto piu' che queste ultime sono utilizzabili
anche per la valutazione della funzionalita' urogenitale.
Abbiamo cercato, in questa breve esposizione di carattere prevalentemente
informativo sulle procedure elettrofisiologiche utilizzabili nelle
sindromi da midollo ancorato, di illustrate in che cosa consistono,
affinché sia i genitori che i pazienti stessi abbiamo maggiore consapevolezza
circa le procedure che vengono loro richieste di effettuare e sul
loro significato clinico.
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